Introduzione

L’industria alimentare mette a disposizione dei consumatori un’ampia gamma di prodotti ad alto contenuto calorico, appetibili e facili da ingerire. Gli interessi commerciali che spingono a preferire tali prodotti a scapito degli alimenti tradizionali (amidi, legumi, frutta, verdura, carni ecc..) fanno leva sul desiderio di troppi genitori di vedere i figli mangiare in abbondanza ed aumentare rapidamente di peso. A partire dalla metà degli anni ’80, la popolazione italiana ha avuto a disposizione, in media, oltre mille calorie in più rispetto al fabbisogno ottimale medio. Attualmente, più del 30% dei bambini che frequentano la scuola dell’obbligo è in sovrappeso, condizione questa che predispone all’obesità ed all’ipercolesterolemia in età adulta, fattori di rischio, entrambi, per diverse patologie: malattie cardiocircolatorie, diabete, artropatie.

L’obesità nell’infanzia e nell’adolescenza

Pare banale sottolineare il fatto che l’insorgere del problema dell’obesità infantile deriva da cattive abitudini alimentari e comportamentali. Tale fenomeno però, spesso viene palesato per caso e solo quando ci si ritrova ad affrontare complicanze quali piedi piatti, ginocchia valghe oppure l’apparente minor sviluppo dei genitali nei maschi. Al giorno d’oggi la situazione appare piuttosto drammatica. Il 12,3% dei bambini è obeso, mentre il 23,6% è in sovrappeso: più di 1 bambino su 3, quindi, ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età. Riassumendo ulteriormente, 1 milione e centomila bambini tra i 6 e gli 11 anni sono in sovrappeso o obesi in Italia. Il rischio per un bambino obeso di diventare un adulto obeso aumenta con l’età. Fra i bambini obesi in età prescolare dal 26% al 41% sarà obeso da adulto, e fra i bambini in età scolare tale percentuale cresce fino al 69%.

Le conseguenze

L’obesità infantile porta con sé numerose complicanze:

  • Conseguenze cardiorespiratorie (asma, ipopnea, dispnea da sforzo, apnea nel sonno..);
  • Conseguenze ortopediche (cifosi, epifisiolisi della testa del femore, ginocchio valgo e piede piatto);
  • Conseguenze cutanee (acne, intertrigo, strie rubrae);
  • Conseguenze metaboliche (insulino-resistenza, diabete, iperomocisteinemia).

Prevenzione

Con questo termine si vuole delucidare tutti quegli interventi e quelle iniziative che devono essere praticate prima che la condizione di obesità si instauri. Fra i vari elementi fondamentali sono una corretta educazione alimentare, la promozione di un’attività fisica regolare. Questi argomenti, è necessario che prendano vita all’interno della comunità grazie ad un promozione nelle scuole, nella famiglia e finalizzati alla modificazione dell’ambiente e dello stile di vita.

Lo stile si vita dei genitori influenza quello dei loro bambini. Questo determina il fatto che è opportuno abituare il bambino a praticare un’attività sportiva regolare. La pratica della stessa durante l’età evolutiva sembra avere un effetto a lungo termine sulla salute futura. I vantaggi della pratica sportiva in età infantile/giovanile determina numerosi riscontri positiva sulla salute generale. Ecco alcuni aspetti:

  • migliora la funzione respiratoria;
  • favorisce la vascolarizzazione cardiaca;
  • migliora la funzione cardio-circolatoria;
  • riequilibra la concentrazione dei grassi nel sangue;
  • riduzione dei trigliceridi e del colesterolo LDL;
  • migliora la tolleranza al glucosio;
  • mitiga stress e fame nervosa;
  • previene l’osteoporosi;
  • riduce l’insulina in circolo.

Questi sono soltanto alcuni degli aspetti positivi derivanti dalla pratica sportiva. Non bisogna però dimenticare il più importante fra tutti gli aspetti: la socializzazione. L’attività motoria, lo sport, il movimento in generale, favoriscono l’interazione di gruppo con i propri pari e non, garantendo una formazione multidisciplinare del soggetto dal punto vista caratteriale, emotivo, pedagogico e fisico.

Più sport, meno merendine.