Ludovico Lemme, 24 anni, Personal Trainer, segue diversi atleti in tutta Italia attraverso il progetto Rhinocoaching. Certificato ISSA, ELAV E SANIS, conta diverse esperienze sia come atleta sia come preparatore. Articolista presso Project Invictus, The Zone – MyProtein e Ironmanager.it. Con lui, in questa intervista, affrontiamo alcuni aspetti della sua attività professionale.

 

Puoi raccontarci brevemente come sei arrivato a questa professione?

Tutto è cominciato come semplice passione. In realtà, facevo judo a livello agonistico. Subii un infortunio alla schiena e per la riabilitazione mi affidai a una palestra. Quel contesto mi appassionò e volli saperne di più, anche se inizialmente i progetti erano altri visto che avevo intrapreso gli studi di giurisprudenza che conto di concludere a breve.

Quali sono le caratteristiche che fanno di un Personal Trainer un bravo trainer?

Innanzi tutto la preparazione che deve correre in parallelo con l’umiltà. Quando una persona si affida a te non sai mai come riuscirai a interagire e per questo devi sapere metterti costantemente in discussione. È chiaro che sono necessari amore e determinazione per ciò che si fa.

Quali suggerimenti ti senti di dare a chi volesse intraprendere questa professione?

Il confronto costante perché da chiunque si può imparare. Inoltre anche il voler mettersi giorno dopo giorno in discussione. Ma ci sono anche lo studio e il confronto quotidiano con altre realtà, anche all’estero.

Per quali sport è indicato un percorso con un Personal Trainer?

Per tutti gli sport. Il Personal Trainer dev’essere in grado di preparare qualsiasi atleta di qualsivoglia sport.

Nel tuo CV leggo che segui diversi atleti attraverso il progetto Rhinocoaching. Di cosa si tratta?

Inizialmente aprii un mio blog chiamato MyGrowth (La mia crescita), dopodiché realizzai il progetto di creare un team con la presenza di varie figure professionali in modo tale di offrire una visione a 360 gradi. Del progetto Rhinocoaching fa tutt’ora parte anche una donna e questo per garantire una migliore interazione con le utenti femminili.

E per quali atleti è indicato il Rhinocoaching?

Indipendentemente dal fisico di partenza, l’atleta deve seguire con rispetto gli insegnamenti ed essere testardo. Questo significa che non deve mai aver paura di testare. Deve anche affidarsi alla propria caparbietà che deve superare la paura degli sbagli.

Essendo tu relativamente giovane quali sviluppi ti poni di raggiungere?

Il mio obiettivo è essere sereno con me stesso e infondere tutta la creatività alle persone che seguo. Nell’arco di 5-10 anni mi prefiggo di essere attivo anche nel panorama internazionale.

Esistono degli eccessi per chi si avvicina al BodyBuilding?

Sicuramente citerei i disturbi alimentari di quanti sono ossessionati dal rapporto con il cibo, con tutte le conseguenze che qui è inutile ricordare. Tutto a mio avviso parte dalla testa. Mi spiego con un esempio: ci sono persone che seguono diete molto ferree eppure sono estremamente serene. Altro problema è quello di non vivere il fisico in maniera narcisistica. Non si può fare attività fisica unicamente per guardarsi allo specchio.

Quanto è importante una corretta e “scientifica” alimentazione per chi si avvicina a questa disciplina?

È chiaro che ottimizzare il rapporto cibo-allenamento è il connubio perfetto. Tuttavia, ritengo che per un neofita sia preferibile prima imparare ad allenarsi bene e poi pensare anche al tipo di alimentazione. Al massimo ciò che può essere acquisito all’inizio è il timing (cadenzare i pasti) rispetto al conteggio dei macros (conteggio dei macronutrienti).

Un’ultima domanda. Ci sveli qualche progetto nel cassetto? E se si, quale?

Sta per partire un sito di integratori assieme a Andrea Biasci. Inoltre, sta nascendo una rivista di fitness in collaborazione con alcuni docenti universitari. Poi ci sono parecchi progetti relativi al bodybuilding caratterizzati da collaborazioni prestigiose. Tutto il resto, rimane per adesso un segreto.

 

Grazie a Ludovico per aver condiviso con noi parte del suo vissuto professionale. Il margine di crescita di questo ragazzo è veramente ampio, e con l’auspicio di poterlo risentire in futuro gli auguro tanta fortuna per il raggiungimento dei suoi obiettivi.