COME FUNZIONA E PERCHÈ SCEGLIERLA

Come già precedentemente accennato, oggi andremo ad affrontare un argomento piuttosto ruvido. Quando si parla di alimentazione veniamo sommersi da una mole talmente vasta di informazioni da non farci capire più alcunché. La verità è che esistono molteplici tipologie di alimentazione, tutte quante valide. Ma il nostro essere diversi l’uno dall’altro, fa sì che ognuno reagisca in maniera differente a determinati alimenti piuttosto che ad altri. Comprendiamo quindi che non esiste un’alimentazione migliore delle altre. Ne esistono varie forme, dobbiamo solo capire quale fa più al caso nostro.

Oggi sono qui per condividere con voi e sostenere quella che, secondo me, è un’alimentazione adeguata a chiunque. Stiamo parlando di un concetto che ormai da tempo è entrato nelle cucine degli sportivi ed amanti del fitness. Parliamo quindi di alimentazione flessibile. Cosa si intende con flessibilità? Come nasce questo termine?

Innanzitutto va sottolineato che la storia del suddetto termine venne scritta nel momento in cui è stato necessario trovare un approccio alimentare che fosse anche sostenibile nel tempo, uscendo dai canoni standard di un regime alimentare da “bro”. L’alimentazione flessibile affonda le sue radici scaglionando alcuni “paletti”. In che modo? Ogni individuo presenta caratteristiche differenti. Questo ci fa intuire come anche ciò che necessita a livello alimentare vari da soggetto a soggetto. Detto ciò, la dieta flessibile prevede un calcolo in termini calorici e successivamente dei vari macronutrienti, dell’introito giornaliero. Relativamente a quello che è il nostro obiettivo (aumento della massa magra, perdita di massa grassa, ipertrofia ecc..) avremo o un surplus o un deficit calorico, spaziando fra varie vivande.

Come primo aspetto da evincere, rispetto a diete estremamente più selettive, abbiamo appunto una maggiore scelta degli alimenti. Variare le fonti, nel corso del tempo, ci permette di appagare maggiormente i nostri desideri. Questo, però, non deve farci incorrere al cibo spazzatura. Ruotare gli alimenti si, ma sempre dentro una certa dimensione salutare. Non esistono cibi vietati, nemmeno i più peccaminosi, purché non diventino una costante. Il nostro organismo si adatta facilmente. Perciò sta a noi capire quali cibi ci forniscono maggiore energia, quali ci fanno soffrire di gonfiore e quali altri ancora vanno a danneggiarci o farci sentire meglio. Il concetto di flessibilità risiede proprio qui, nel saper variare in base alle proprie esigenze e al propri obiettivo finale.

In secondo luogo viene meno il “timing” alimentare. Con questo termine identifichiamo il dover mangiare ad un orario prestabilito. Grazie alla nostra alimentazione flessibile, invece, teniamo conto dell’introito calorico giornaliero. Di conseguenza non avremo necessità di sapere quando mangiare, bensì dovremo solamente preoccuparci dell’aver raggiunto a fine giornata il nostro obiettivo calorico. In questo modo la divisione dei pasti saremo noi a poterla decidere organizzandola nella maniera più funzionale possibile alla giornata che dobbiamo affrontare.

Come terzo elemento troviamo il conteggio dei macronutrienti introdotti nell’organismo. Inizialmente può apparire come un fattore complesso l’imparare quante kcal apporta un alimento e quanti grammi per ogni macros. A questo c’è rimedio grazie a numerosissime applicazioni che registrando i vari alimenti conteggiano in automatico ogni singolo dato. Inoltre vedrete che con il tempo memorizzerete facilmente i valori nutrizionali dei vari alimenti. Questo farà sì che, anche in maniera approssimativa, potrete da voi sapere quanto state introducendo nel vostro corpo.

In conclusione, tirando le somme di quanto detto fino ad ora, si palesa il fatto che questo genere alimentare presenti più punti a favore che a sfavore. Tenendo conto del fatto che scegliamo noi gli alimenti, che non dobbiamo rispettare un timing predefinito e che possiamo mantenere questo regime anche per tutta la vita, possiamo affermare non soltanto la flessibilità di questa alimentazione, ma anche la sostenibilità che essa porta con se. Certo, il dover contare i macronutrienti introdotti ad ogni pasto è un passaggio apparentemente noioso. Il tempo e la tecnologia vi permetteranno di facilitare questa operazione, soprattutto perché non è necessario un conteggio perfetto. Basterà un calcolo approssimativo. Stiamo parlando di flessibilità e sostenibilità, quindi anche di serenità e tranquillità, sia fisica che mentale.

Non esistono alimenti magici, esiste il buon senso e il saper ascoltare le necessità del nostro organismo. Il vostro coach vi fornirà tutte le linea guida da seguire, ma l’arduo lavoro lo dovrete svolgere voi, selezionando quegli alimenti che più vi appagano senza provocarvi effetti collaterali sia in termini salutistici che di composizione corporea.

Voi cosa ne pensate? Che alimentazione seguite e perché?

A domani per un prossimo articolo.